Venerdì 7 il primo dei due incontri sul Kata dedicato alla donna. Il 21 la zona lombare nel trattamento con shiatsu e moxa

Alla scuola LAFONTE lo shiatsu è ricerca, formazione continua e volontà di condividere con gli operatori, con chi ha già concluso il percorso e con gli allievi che lo stanno per completare opportunità per approfondire tematiche specifiche e sviluppare tecniche, approcci, sensibilità.

Il mese di febbraio è ricco di iniziative. Oltre al seminario di due giorni (sabato 15 e domenica 16) con il maestro Franco Bottalo su Canali Luo ed emozioni, da segnare in agenda le date del 7 e del 21 febbraio.

Kata cicloVenerdì 7 è in programma, dalle 20 alle 23, il primo di due incontri dedicati ad uno specifico Kata per l’armonizzazione del ciclo mestruale. È un percorso pratico (il secondo appuntamento si tiene venerdì 24 aprile, stesso orario) che guida passaggio dopo passaggio lungo una sequenza completa di trattamento, messa a punto dalla scuola stessa attraverso lo studio della Medicina Tradizionale Cinese e delle tecniche shiatsu e grazie ad un’esperienza pluriennale di pratica e scambi.

Le due serate, tenute da Maurizio Curtaz, forniscono una strategia operativa per ridare una condizione di equilibrio e di benessere alla natura ciclica del corpo delle donne. 

 

Il rachide lombare 2Venerdì 21 febbraio l’approfondimento è sulla zona lombare. Dalle 20 alle 23 Renato Calegari analizza le funzioni e le caratteristiche fisiologiche dell’ultimo tratto della colonna vertebrale, le cause di disarmonia secondo la Medicina Cinese e individua insieme ai partecipanti i punti e le aree per il trattamento con shiatsu e moxa.

Il costo di ciascun incontro è di 35 euro.

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Autore e docente di riferimento, torna alla scuola LAFONTE sabato 15 e domenica 16 febbraio in un laboratorio specialistico per operatori e allievi del terzo anno

È l’incontro che non dovrebbe mancare nel cammino di ogni praticante di shiatsu. I suoi testi sullo shiatsu, la medicina tradizionale cinese e le discipline energetiche sono un ponte solido e profondo tra la cultura orientale e il mondo moderno. Le sue lezioni mettono generosamente a disposizione ampi studi e raffinata sensibilità. Nonostante stia riducendo i propri incontri pubblici, anche quest’anno il maestro Franco Bottalo sarà alla scuola LAFONTE per un seminario rivolto agli operatori e agli allievi del terzo anno del percorso formativo, rinnovando la collaborazione e l’amicizia che lo legano all’associazione.

L’appuntamento - sabato 15 e domenica 16 febbraio, dalle 9.30 alle 17.30 – è dedicato a “Canali Luo ed emozioni”, permette perciò di approfondire aspetti sempre più frequenti di disarmonia e disagio che si presentano all’operatore, sperimentando nella pratica approcci di trattamento specifici.

franco bottalo lafonte 2018 2«Le emozioni rappresentano la modalità che abbiamo a disposizione per apprendere dal mondo attraverso l'esperienza – spiega Bottalo -. Ogni esperienza si traduce in emozioni ed un'attenta analisi delle emozioni che sperimentiamo ci consente di comprendere noi stessi e il mondo che ci circonda. I Canali Luo costituiscono uno strumento importante per questo processo di comprensione ed elaborazione».

«I Luo – prosegue - gestiscono, a livello psichico, tutte le emozioni e sensazioni che riceviamo dal mondo esterno e rappresentano anche la nostra capacità di elaborarle. A livello fisiologico, ogni singolo Canale Luo (e ogni Zang ad esso correlato) rappresenta un aspetto di questo processo secondo una progressione di “approfondirsi” del nostro contatto con il mondo. La sequenza si svolge secondo il ciclo noto dei 12 Canali Principali che ha inizio con il Polmone e termina con il Canale di Fegato. Anche a livello patologico si ha la stessa dinamica e progressione; ogni Luo rappresenta ed evidenzia una nostra possibile difficoltà nel gestire un aspetto specifico del nostro relazionarci con il mondo. Vedremo, ad esempio, come il Polmone rappresenti il “toccare il mondo”, l’Intestino Crasso il “masticare il mondo” e come con lo Stomaco si inizi a “digerire il mondo”, con la Milza “a trasformare il mondo” e così via».

Da qui si passa ai collegamenti con l’energia nutritiva e il sangue, ai tre livelli differenti di emozioni secondo la Medicina Cinese e alle caratteristiche che aiutano a comprenderne la loro azione energetica fino allo studio del decorso di massima dei Canali Luo che da un lato spiega la sua associazione con certe emozioni e dall'altro fornisce strumenti specifici per il loro trattamento che vengono sperimentati in aula.

IL PROGRAMMA

  • Significato generale dei Canali Luo e delle emozioni
  • I tre livelli delle emozioni (Gan, Qing e Xing) e tre aspetti delle emozioni (direzionalità, contesto sociale e responsabilità)
  • I singoli canali Luo associati alle diverse componenti delle emozioni e del nostro interagire con il mondo
  • Studio del decorso dei Canali Luo e dei loro punti di trattamento
  • Trattamento dei Canali Luo per le turbe emotive

La frequenza è riconosciuta da un attestato. Il costo di partecipazione è di 150 euro. Per gli operatori e gli allievi che partecipano ai progetti di volontariato della scuola LAFONTE nell'anno in corso la quota scende a 120 euro.

Sabato 15 e domenica 16 febbraio, dalle 9.30 alle 17.30

FRANCO BOTTALO

I Canali Luo e le emozioni”

SCUOLA LAFONTE
VIA BURATTI, 57 – BERGAMO
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Il fine settimana con Franco Bottalo si inserisce nel calendario di quattro seminari per l’aggiornamento e la specializzazione di operatori e allievi che, dopo aver affrontato il tema dell’ansia con Valter Yugen Umelesi, proseguirà con lo studio dei Canali Straordinari: sabato 7 e domenica 8 marzo quelli cosiddetti di “prima generazione” insieme a Renato Calegari, il 2 e 3 maggio quelli di “terza generazione” con Yugen Umelesi.

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Dal 16 novembre alla scuola LAFONTE lezioni di Thailandese. L’insegnante Daniela Guerinoni: «Indicato per blocchi e tensioni, permette di recuperare elasticità e fa scorrere l’energia vitale, nel ricevente e nell’operatore»

Un viaggio da Nord a Sud della Thailandia, tra tecniche antichissime che agiscono sul corpo, sull’energia, sul respiro e le emozioni.

Il corso di massaggio Thailandese alla scuola LAFONTE nasce da studi, formazione sul campo e lunga esperienza didattica, che permettono di portare a tutti un efficace strumento di benessere. La nuova edizione parte nel fine settimana del 16 e 17 novembre. Illustra il percorso l’insegnante Daniela Guerinoni.

linsegnante daniela guerinoniCosa caratterizza il massaggio thailandese?

«Rispetto ad altre discipline proposte dalla scuola è una pratica più dinamica e fisica che sottile. Risulta utile per lavorare su blocchi e contratture, permette di migliorare elasticità e flessibilità e di ristabilire il fluire dell’energia vitale. Si esegue a terra, su futon o materassini, vestiti con abiti comodi. È valida e completa di per sé, ma si può integrare in altri trattamenti che non utilizzano lettino e oli, come lo shiatsu, se è necessario allentare le tensioni del ricevente, ad esempio».

A chi si rivolge il corso?

«Come detto, è una risorsa ulteriore per chi ha già una formazione – o una professione - nel massaggio ma va benissimo anche per avvicinarsi al mondo dei trattamenti e per chi semplicemente vuole fare proprio uno strumento di benessere per sé ed i propri cari. Partiamo infatti da zero. Il percorso è suddiviso in tre moduli, ognuno attinge ad una diversa tradizione del massaggio thailandese. Chi partecipa a tutti e tre i corsi riceve l’attestato di Operatore Thailandese».

Tre moduli diversi, in cosa consistono?

«Cominciamo con il Thai Yoga (tre fine settimana, nei mesi di novembre e dicembre), una pratica che arriva dall’area di Bangkok e dal Sud della Thailandia e che unisce stretching, sblocchi articolari, digitopressioni statiche e allungamenti. Nella successione dei movimenti il massaggiato raggiungere anche alcune posizioni yoga che aiutano la libera circolazione dell’energia. Il Thai Nerve Touch (quattro weekend programmati da febbraio a maggio) è invece uno stile del Nord, della città di Chiang Mai, e le digitopressioni sono “a rullo”, con l’effetto di sciogliere muscoli e nervi liberandoli da tensioni e contratture. A metà del percorso è collocato il modulo Thai Oil massage (nel fine settimana del 18 e 19 gennaio) che si esegue su lettino con oli profumati ed è caratterizzato da frizioni e pressioni che vanno a stimolare gli Sen, linee invisibili che si diramano in tutto il corpo, riequilibrando l’energia che scorre in essi».

Anche nel Thailandese, quindi, c’è il concetto di energia...

«I “canali” in questo caso si chiamamo Sen e attraverso le manovre, le manipolazioni e il respiro si facilita la risoluzione dei blocchi e lo scorrimento del flusso vitale e delle emozioni».

In quali casi è più adatto?

«In Thailandia questa sorta di ginnastica passiva viene utilizzata in ambito sportivo sia nella preparazione sia dopo la pratica. Diciamo che è interessante in tutti quei casi nei quali è rischiesto di sciogliere ed allungare la muscolatura e lavorare su tensioni e contratture, come mal di schiena, al collo, alle gambe».

Pure il corpo dell’operatore lavora parecchio...

«Muovendosi ed effettuando le manovre sul ricevente anche chi tratta mette in atto allungamenti, stretching e posizioni statiche di yoga ed esercita la propria elasticità e flessibilità. È un massaggio che fa benissimo anche a chi lo esegue. Due risultati con una sola pratica, non male, vero?»

thailandeseLe posizioni sembrano intense…

«Che sia doloroso è una convinzione purtroppo diffusa, ma del tutto errata. L’operatore procede per gradi, rispettando i limiti del ricevente. Ovviamente, perché sia efficace, il trattamento si deve sentire, ma non è mai invasivo né effettuato senza controllo. L’intensità è sempre regolata in base alla situazione e la sessione può essere interpretata anche in chiave rilassante. Lo stesso discorso vale per l’operatore. Non deve necessariamente possedere un fisico atletico, ma accettare di mettersi in gioco, adattarsi al ricevente e lavorare allo stesso modo sulla propria scioltezza e sullo scorrere dell’energia e del respiro. Per questo motivo non ci sono limiti di età per praticarlo».

A proposito di preguidizi, al termine “thailandese” spesso si associa un’immagine sexy ed esotica…

«È un’immagine falsa dovuta alla scarsa conoscenza della materia e a “centri massaggi” con altri fini. Come abbiamo visto, la pratica è tutt’altro ed è un peccato che debba scontrarsi con questa visione. Sul corso ho lavorato a lungo, approfondendo in Thailandia le tecniche e le teorie che le sorreggono. È un patrimonio ricchissimo, con applicazioni interessantissime, che con il corso vogliamo valorizzare».

CORSO DI MASSAGGIO THAILANDESE

formula weekend, dal 16-17 novembre

>> IL PROGRAMMA

LAFONTE Scuola di shiatsu e discipline bionaturali
via Buratti, 57 – Bergamo
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Info sul corso tel. 339 2249769
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Il responsabile didattico Maurizio Curtaz illustra la struttura e le opportunità del percorso biennale al via ad ottobre. «Un programma multisciplinare fa incontrare le arti del benessere di Occidente e Oriente»

L’approccio strutturale di stampo occidentale e quello energetico di derivazione orientale si incontrano nel nuovo corso professionalizzante di durata biennale che la scuola LAFONTE propone a partire dall’anno formativo 2019-20. “Operatore in tecniche manuali olistiche” il nome, che ricalca la definizione codificata dal Comitato Tecnico Scientifico delle Discipline Bio Naturali della Regione Lombardia. «Più comunemente – spiega il responsabile didattico della scuola Maurizio Curtaz (nella foto) – la figura è conosciuta come “operatore olistico”. La Regione ha optato per questa denominazione e specifica che le “tecniche manuali olistiche” sono “finalizzate al recupero e al mantenimento dello stato di benessere della persona e a favorire la piena espressione della vitalità”. Per essere ancora più chiari, possiamo dire che a differenza, ad esempio, dei trattamenti di tipo terapeutico, estetico o sportivo, che agiscono su preciso aspetto della condizione del ricevente, le manualità olistiche tengono in considerazione tutte le dimensioni, quella fisica, energetica, emozionale e relazionale».

maurizio curtazCome si sviluppa il percorso?

«Come previsto dagli standard formativi regionali, il monte ore complessivo è di 400 ore, delle quali 80 di pratica e tirocinio. La nostra proposta articola il corso in due annualità, da ottobre a maggio, ciascuna con 160 ore di lezione, nella nostra sede di via Buratti a Bergamo, e 40 di pratica. Sul programma la nostra scuola ha voluto dare un’impronta precisa, puntando sulla consolidata esperienza nell’insegnamento delle bio-discipline, sui nostri docenti specializzati e su una formula a moduli che dà la possibilità di apprendere con gradualità e con una certa libertà di azione le diverse sezioni che compongono il piano didattico».

Quali sono le “materie” principali?

«Sul versante delle manualità “occidentali”, abbiamo le tecniche base del trattamento craniosacrale e della reflessologia plantare, sul lato “orientale”, il massaggio ayurvedico e quello thailandese. In più ci sono moduli dedicati alla gestione dell’equilibrio psicofisico dell’allievo stesso e all’evoluzione della sua capacità di percezione e di ascolto per instaurare una connessione profonda con la persona trattata. Si va dai principi del massaggio olistico alla lettura psicosomatica del corpo, alla floriterapia, senza dimenticare gli aspetti normativi della professione».

A chi è rivolto il corso?

«È ideale per chi vuole avvicinarsi al massaggio e ai trattamenti senza aver individuato una precisa disciplina sulla quale focalizzarsi. In questo modo, può apprendere le basi di diverse tecniche, accuratamente integrate tra loro, e dotarsi di un bagaglio di competenze sufficiente per cominciare a praticare nel campo olistico. Ma è un’opportunità anche per chi ha già compiuto un percorso professionale nelle aree del benessere, che potrà ampliare la propria preparazione e avere maggiori strumenti a disposizione per personalizzare l’approccio su ciascun ricevente. Pensiamo, ad esempio, a quanto sia utile riconoscere e utilizzare nei trattamenti anche i ritmi sottili del craniosacrale o all’importanza delle lettura psicosomatica del corpo per evidenziare le connessioni a più livelli tra organi ed emozioni».

Diceva dell’organizzazione in moduli…

«È una modalità molto interessante a nostro avviso, perché suddivide il percorso in più tappe, ciascuna riconosciuta con un attestato. Significa che se, dopo aver frequentato qualche modulo, si decide di abbandonare il corso non si perde ciò che è stato fatto perché gli attestati certificano la formazione su quelle tematiche».

ayurvedaChi ha già competenze in alcune discipline del programma, quindi, può farle valere?

«Sì, chi ha frequentato nella nostra scuola alcuni dei moduli formativi previsti dal corso per “Operatore in tecniche manuali olistiche”, ad esempio massaggio thailandese, massaggio ayurvedico, reflessologia plantare o craniosacrale, non dovrà ripeterli e li vedrà riconosciuti nel monte ore totale. Ma vale solo per la formazione seguita negli anni scolastici 2017/18 e 2018/19, non prima».

Cosa si ottiene al termine del corso?

«Se si supera l’esame finale si riceve l’Attestato per Operatore in tecniche manuali olistiche certificato dalla scuola LAFONTE. È il documento che garantisce all’utente finale che l’operatore ha una formazione conforme al Quadro Regionale degli Standard Professionali della Regione Lombardia (QRSP). L’attestato permette anche di iscriversi al Registro Regionale degli Operatori in Discipline Bio Naturali, ma l’iscrizione non è vincolante ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa, ha valore pubblicistico».

Quindi basta l’attestato dalla scuola per cominciare a lavorare?

«Sì, anche in forma di lavoro subordinato o d’impresa, ovviamente nel rispetto delle normative fiscali e dei regolamenti in materia di igiene e sicurezza. Altri passaggi al momento non sono necessari, lo diciamo con chiarezza avendo considerato attentamente le disposizioni della Regione Lombardia».

A cosa si riferisce?

«La normativa regionale prevede che il corso per Operatore in tecniche manuali olistiche possa anche essere certificato dalla Regione stessa con un Attestato di competenza, che si ottiene frequentando un modulo di 48 ore (che nel nostro monte ore formativo è comunque già previsto) e sostenendo un costo di circa 550 euro. La nostra scuola ha deciso di non intraprendere questa strada evitando il costo aggiuntivo in quanto gli Attestati di competenza regionali non sono diplomi “abilitanti”, per il semplice fatto che le attività professionali nell’area delle Discipline Bio Naturali non sono regolamentate e non necessitano di alcuna abilitazione per l’esercizio dell’attività. Il nostro corso rispetta gli standard professionali fissati dalla Regione e, ad oggi, è tutto ciò che serve per esercitare».

Tutti i dettagli, compresi i riferimenti normativi, sul corso Operatore in tecniche manuali olistiche qui 

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