Dal 9 marzo il primo modulo del percorso nelle tecniche della tradizione thailandese. L’insegnante: «Adatto a tutti, ha effetti anche su chi lo pratica»

«Rimedio non medicinale e terapia manuale, consiste in una manipolazione corporea che aiuta a riequilibrare il fisico, l'energia e la struttura del paziente per trattare disturbi che si ritiene siano causati dall'ostruzione del flusso di energia lungo i "sen", linee che si intende attraversino il corpo umano». Sono le parole con le quali l’Unesco descrive il massaggio thailandese, pratica che dal dicembre 2019 ha inserito nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, ossia nel repertorio di tradizioni e arti che meritano di essere tramandate e salvaguardate.

Lo si può conoscere e imparare anche nel mondo occidentale, dove è un’apprezzata tecnica per sciogliere blocchi e tensioni. Il 9 marzo - con il modulo Thai Yoga in edizione serale, articolato in dieci incontri, il lunedì dalle 19 alle 23 - alla scuola LAFONTE prende il via un nuovo corso di formazione.

Il programma è rivolto sia a chi già pratica il massaggio e vuole ampliare le modalità di approccio sia a chi non ha alcuna esperienza e vuole fare proprio uno strumento di benessere per sé ed i propri cari. Il percorso è suddiviso in tre moduli, ognuno attinge ad una diversa tradizione e può essere seguito in maniera autonoma. Chi partecipa a tutti e tre i corsi riceve l’attestato di Operatore Massaggio Thailandese.

thailandese«Il Thai Yoga – spiega l’insegnante Daniela Guerinoni - è il massaggio thailandese per eccellenza. Si effettua a terra su futon o materassini, vestiti con abiti comodi. È la tecnica propria dell’area di Bangkok e dal Sud della Thailandia, fatta di stili e manovre differenti tra loro, dallo stretching alle digitopressioni statiche, agli allungamenti. Nella successione dei movimenti, la persona trattata raggiunge alcune posizioni yoga che aiutano la libera circolazione dell’energia in tutto il corpo. Allo stesso tempo, chi esegue il trattamento, muovendosi ed effettuando le manovre sul ricevente, mette in atto allungamenti, stretching e posizioni statiche di yoga: è perciò un massaggio che ha effetti anche su chi lo pratica».

«Rispetto ad altre discipline proposte dalla scuola è una pratica più dinamica e fisica che sottile – prosegue -. È interessante in tutti quei casi nei quali è richiesto di sciogliere ed allungare la muscolatura e lavorare sui blocchi. Si può, inoltre, integrare in altri trattamenti che si eseguono a terra, come lo shiatsu, se è necessario allentare le tensioni, ad esempio».

Se il ricevente è chiamato a farsi guidare in questa “ginnastica passiva” che migliora l’elasticità e la flessibilità, anche il corpo dell’operatore viene notevolmente coinvolto. «Un aspetto che caratterizza il massaggio thailandese è proprio il fatto che fa bene anche a chi lo esegue!», tiene ad evidenziare Daniela Guerinoni. Quanto alle manovre, «si procede per gradi, rispettando i limiti del ricevente – precisa -. L’intensità è sempre regolata in base alla situazione e la sessione può essere interpretata anche in chiave rilassante. Lo stesso discorso vale per l’operatore. Non deve necessariamente possedere un fisico atletico, ma accettare di mettersi in gioco, adattarsi al ricevente e lavorare allo stesso modo sulla propria scioltezza e sullo scorrere dell’energia e del respiro. Per questo motivo non ci sono limiti di età per praticarlo».

Gli altri due moduli che compongono il corso per Operatore Massaggio Thailandese saranno programmati durante l’anno. Sono il Thai Oil massage, che si esegue su lettino con oli profumati, e il Thai Nerve Touch, uno stile proprio del Nord della Thailandia nel quale le digitopressioni sono “a rullo”.

CORSO DI MASSAGGIO THAILANDESE

MODULO THAI YOGA

10 INCONTRI - IL LUNEDì DALLE 19 ALLE 23
9, 16, 23, 30 marzo
6 aprile
4, 11, 18, 25 maggio
1 giugno
LAFONTE
via Papa Ratti, 3 – Bergamo
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tel. 339 2249769

 

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È una delle discipline storiche della scuola LAFONTE. Il programma nasce da studi e pratica sul campo rafforzati da una lunga esperienza didattica

L’Unesco lo ha appena inserito nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità: una ragione in più per iscriversi al corso di massaggio thailandese che la scuola LAFONTE propone a partire dal fine settimana del 25 e 26 gennaio.

Una ragione in più, non certo l’unica, dato che il percorso formativo è uno dei pilastri dell’associazione bergamasca, frutto di studi e pratica effettuati in Thailandia rafforzati da una lunga esperienza didattica.

Il programma è rivolto sia a chi ha già una formazione – o una professione - nel massaggio e vuole ampliare le modalità di approccio sia a chi non ha esperienza e vuole fare proprio uno strumento di benessere per sé ed i propri cari. Il percorso è suddiviso in tre moduli, ognuno attinge ad una diversa tradizione del massaggio thailandese e può essere seguito in maniera autonoma. Chi partecipa a tutti e tre i corsi riceve l’attestato di Operatore Massaggio Thailandese.

Il primo appuntamento (sabato 25 e domenica 26 gennaio, dalle 9 alle 17) è dedicato al Thai Oil massage, un trattamento che si esegue su lettino con oli profumati ed «è caratterizzato – spiega l’insegnante Daniela Guerinoni – da frizioni e pressioni che vanno a stimolare gli Sen, linee invisibili che si diramano in tutto il corpo, riequilibrando l’energia che scorre in essi». Si comincia così a familiarizzare con alcuni dei concetti di base del massaggio tradizionale: gli Sen – citati anche nel comunicato ufficiale dell’Unesco –, lo scorrimento energetico, lo scioglimento dei blocchi, anche emozionali.

APRE thailandeseIl secondo modulo è dedicato al Thai Yoga e si sviluppa in dieci incontri, il lunedì sera dalle 19 alle 23, a partire dal 2 marzo. «È il massaggio thailandese per eccellenza – continua –, si effettua a terra su futon o materassini, vestiti con abiti comodi. È la tecnica propria dell’area di Bangkok e dal Sud della Thailandia, fatta di stili e manovre differenti tra loro, dallo stretching alle digitopressioni statiche, agli allungamenti. Nella successione dei movimenti la persona trattata raggiunge alcune posizioni yoga che aiutano la libera circolazione dell’energia in tutto il corpo. Allo stesso tempo, chi esegue il trattamento, muovendosi ed effettuando le manovre sul ricevente mette in atto allungamenti, stretching e posizioni statiche di yoga: è perciò un massaggio che ha effetti anche su chi lo pratica».

La terza parte del percorso insegna il Thai Nerve Touch (date da definire), uno stile del Nord della Thailandia, della città di Chiang Mai, che si esegue a terra e prevede digitopressioni “a rullo”, con l’effetto di sciogliere muscoli e nervi.

«Il corso è un viaggio da Nord a Sud della Thailandia, tra tecniche antichissime che agiscono sul corpo, sull’energia, sul respiro e sulle emozioni – conclude l’insegnante -. È un prezioso sistema tradizionale di cura e benessere, che, come ha riconosciuto l’Unesco, merita di essere portato a conoscenza, tutelato e promosso».

CORSO DI MASSAGGIO THAILANDESE

THAI OIL MASSAGE: 25-26 GENNAIO ORE 9 - 17
THAI YOGA: 10 INCONTRI IL LUNEDì DALLE 19 ALLE 23
(2, 9, 16, 23, 30 MARZO, 6 APRILE, 4, 11, 18, 25 MAGGIO)
LAFONTE
via Buratti, 57 – Bergamo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 339 2249769
Pubblicato in Corsi
La pratica tradizionale inserita nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale. A Bergamo Daniela Guerinoni lo insegna alla scuola LAFONTE: «Un prezioso sistema di cura e benessere, che merita di essere tutelato e promosso»

Il massaggio thailandese è Patrimonio Culturale immateriale dell’Umanità. Il riconoscimento è arrivato giovedì 12 dicembre 2019 dai lavori del Comitato intergovernativo Unesco riunito a Bogotà, in Colombia, per l’annuale aggiornamento del repertorio di tradizioni, arti, pratiche, riti, feste e artigianato che meritano di essere tramandati e salvaguardati.

Il massaggio Thai tradizionale, Nuad Thai, è stato inserito, in particolare, nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale (Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity), che vuole dimostrare la diversità del patrimonio intangibile e aumentare la consapevolezza della sua importanza.

thailandese patrimonio umanità foto notizia«È considerato parte dell'arte, della scienza e della cultura della salute tradizionale thailandese – si legge nella scheda dell’Organizzazione -. Rimedio non medicinale e terapia manuale, consiste in una manipolazione corporea che aiuta a riequilibrare il fisico, l'energia e la struttura del paziente per trattare disturbi che si ritiene siano causati dall'ostruzione del flusso di energia lungo i "sen", linee che si intende attraversino il corpo umano. Per aprire percorsi bloccati, i terapisti Nuad Thai eseguono una combinazione di manipolazioni usando mani, gomiti, ginocchia e piedi, insieme a impacchi caldi a base di erbe». «Nuad Thai ha le sue radici nella società contadina thailandese del passato – prosegue il comunicato ufficiale -; ogni villaggio aveva massaggiatori-guaritori ai quali gli abitanti si rivolgevano quando soffrivano di dolori muscolari dovuti al lavoro nei campi. Nel tempo, queste esperienze si sono evolute in un sistema formale di conoscenza e Nuad Thai è ora un'attività che genera lavoro e reddito».

«Nuad Thai – spiega Daniela Guerinoni, docente di massaggio thailandese della scuola LAFONTE di Bergamo – è il massaggio tradizionale thailandese, costituito fondamentalmente da due tecniche, entrambe presenti nel nostro percorso formativo: il Thai Yoga, proprio delll’area di Bangkok e del Sud della Thailandia, che unisce stretching, sblocchi articolari, digitopressioni statiche e allungamenti, e il Thai Nerve Touch che è invece uno stile del Nord, della città di Chiang Mai, costituito da digitopressioni “a rullo”, che hanno l’effetto di sciogliere muscoli e nervi liberandoli da tensioni e contratture».

È una delle discipline “storiche” proposte dalla FONTE. L’insegnamento si fonda su studi e formazione sul campo ed è rafforzato da una lunga esperienza didattica. «Avvicinarsi al massaggio thailandese – prosegue Daniela Guerinoni – significa entrare in contatto con una cultura millenaria e con una pratica affascinante che coinvolge in prima persona anche l’operatore, che nell’eseguire il trattamento esercita la propria flessibilità e sperimenta, come il ricevente, lo sblocco e il fluire dell’energia. Il riconoscimento Unesco dà ulteriore valore a questo prezioso sistema di cura e benessere, che merita di essere tutelato e promosso».

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